.

“Winning is about heart, not just legs”
12 dicembre 2009
w l'italia giusta....
L’Italia è peggio di Angola, Gabon e Guinea. A Roma ci sono più avvocati che nell’intera Francia
 
MICHELE AINIS
Quanti sono i processi pendenti?
Stando alla cifra comunicata dal ministro Alfano nell’ultima relazione al Parlamento sullo stato della giustizia (gennaio 2009), quasi 9 milioni. Più precisamente, 5.425.000 processi civili e 3.262.000 penali. A propria volta il rapporto Cepej (Commissione europea per l’efficienza della giustizia), che s’estende a una cinquantina di Paesi anche extraeuropei, ci aiuta a fare qualche paragone. Nel 2006 in Italia le cause civili pendenti nelle corti di prima istanza erano 3,68 milioni, molto più di quelle non ancora decise in Francia (1,16 milioni), Germania (544 mila) e Spagna (781 mila) messe assieme. Ancora peggiore la situazione per quanto riguarda le cause penali pendenti nei tribunali di primo grado. In Italia erano più del doppio (1,2 milioni) rispetto al dato complessivo di Germania (287 mila), Spagna (205 mila) e Inghilterra (70 mila). Ma in generale solo la Francia, fra tutti i Paesi presi in considerazione dal Rapporto, supera il milione di cause pendenti (1.165.192). Quanto ai reati più gravi (come omicidio, rapimento, criminalità organizzata, traffico di stupefacenti), in Italia i procedimenti giacenti alla fine del 2006 erano 1.204.151 nel primo grado, mentre in Inghilterra 70.610, in Germania 287.223 e in Spagna 205.898.

Quanto durano i procedimenti?
Facciamo parlare nuovamente Alfano: 960 giorni per il primo grado e 1509 giorni per il giudizio di appello nel civile; 426 giorni per il primo grado e 730 per il grado di appello nel penale. Questo significa - come aggiunge il rapporto Doing Business 2009 - che per recuperare un credito originato da una disputa commerciale in Italia servono 1210 giorni, contro 331 giorni in Francia, 394 in Germania e 515 in Spagna. Significa altresì che un processo per sfratto dura in media 630 giorni (in Canada 43), mentre un contenzioso per incassare assegni a vuoto si conclude dopo 645 giorni (in Olanda dopo 39). Dipende però dal domicilio, dato che ogni processo può durare il triplo per chi risiede nel Mezzogiorno (rapporto di CittadinanzAttiva, novembre 2009).

Quanti rinvii, quante prescrizioni?
I primi colpiscono ogni giorno 7 processi su 10, ossia il 76,1% dei procedimenti penali fissati per il dibattimento ordinario (Eurispes 2008). Quanto alle prescrizioni, nel 2007 hanno raggiunto la cifra record di 209.779 declaratorie, che nel distretto di Napoli significa un reato estinto ogni 13 minuti. Qualche giorno fa (19 novembre) il ministro Alfano ha diffuso un dato un po’ più basso: vanno in prescrizione 170 mila processi l’anno. In ogni caso è un’amnistia di massa, ma solo per chi ha quattrini da elargire agli avvocati; e senza neppure la necessità di scomodare il Parlamento, com’è accaduto per l’indulto nel 2006. Altrove niente indulti, niente prescrizioni. E così - per citare un solo esempio - il primo presidente della Corte di Cassazione francese, Vincent Lamanda, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario (7 gennaio 2009), ha raccontato che loro impiegano 15 mesi per chiudere un processo civile, appena 4 mesi per un processo penale. Più in generale, in Francia le corti d’appello - sempre in materia civile - arrivano a sentenza in 12 mesi, in 7 mesi i Tribunaux de grand instance e in 5 mesi gli altri tribunali.

Troppi gradi di giudizio?
Ne abbiamo tre, e questo chiama in causa innanzitutto il ruolo della Cassazione, che in Italia deposita 30 mila sentenze all’anno, contro le 75 dell’Inghilterra. È evidente che abolire il ricorso in Cassazione - come ha proposto l’anno scorso Guido Alpa, presidente del Consiglio nazionale forense - taglierebbe i tempi di un terzo. Ma neanche l’appello è un passaggio obbligato dappertutto. Negli Usa soltanto i condannati a morte hanno una revisione automatica del giudizio. Gli altri possono chiederlo a condizione che la condanna sia sproporzionata o che nel processo di merito vi siano state gravi e numerose violazioni costituzionali, e l’ottengono solo se rientrano in quel numero decisamente piccolo di casi in cui una corte d’appello prende in considerazione la richiesta di certiorari. A sua volta l’appello non consiste nel rinnovo del dibattimento, bensì nella revisione formale del verbale. Tocca al condannato dimostrare che il verdetto di primo grado merita di venire rovesciato. Ma nel 2004, su 45 milioni e 200 mila procedimenti giudiziari, i casi in appello erano 273 mila.

Quanto costa la giustizia?
Secondo il rapporto Cepej, spendiamo per il nostro sistema giudiziario 4,08 miliardi di euro, contro i 3,35 della Francia e i 2,98 della Spagna. Spendono più di noi, in valore assoluto, Germania (8,73 miliardi) e Gran Bretagna (6,07 miliardi). In queste cifre, però, vengono anche inclusi i fondi per il patrocinio legale gratuito, dove siamo i più micragnosi: appena 86,5 milioni l’anno. La Germania spende oltre 6 volte di più, la Francia circa il quadruplo e la Spagna il doppio. Per non parlare della Gran Bretagna, che destina all’assistenza legale più della metà del proprio budget (3,35 miliardi su 6,07). Tolte le somme per il patrocinio gratuito, soltanto la Germania si rivela quindi più generosa dell’Italia. Quanto alle componenti della spesa, in Italia i salari coprono quasi il 70% dell’intero budget, molto più che in Francia (meno del 50%) e Germania (meno del 60%). C’è poi da aggiungere il costo della «malagiustizia»: in base alla legge Pinto, gli indennizzi pagati dallo Stato per risarcire i cittadini danneggiati dall’eccessiva durata dei processi ammontavano a 1.266.355 euro nel 2002, 10.730.000 nel 2005, 24.999.847 nel 2008 (e la proiezione per il 2009 è di 34 milioni di euro). Fra le dolenti note, anche gli investimenti per l’informatizzazione: secondo la classificazione del Cepej, i tribunali italiani si piazzano ancora a un livello «moderato» di informatizzazione, quelli francesi a un «alto» livello, mentre quelli tedeschi, britannici e spagnoli a un livello «molto alto».

Quanto costa ogni processo?
Nel 2008 il ministro Alfano ha comunicato un dato stratosferico: 670 mila euro (Osservatorio sulla legalità e sui diritti). Ma anche il rapporto Doing Business 2009 della Banca mondiale ci piazza in prima fila: in Italia il costo processuale è il più alto d’Europa, ossia il 29,9% del valore della causa (e il 21,8% solo di parcelle agli avvocati), quando in Germania s’attesta al 14,4%, in Austria al 18%, in Francia al 17,4%, in Finlandia al 10,4% appena. E meno male che il nostro ordinamento non prevede la condanna a morte: negli Usa il «Miami Herald» ha calcolato che ogni detenuto in attesa d’esecuzione capitale costa 3,2 milioni di dollari.

Quanto lavorano i giudici?
Secondo il ministro Brunetta (settembre 2009), non più di quattro ore al giorno. Da qui la proposta di mettere i tornelli nei palazzi di giustizia, che ha scatenato un putiferio. In realtà ogni magistrato, come del resto ogni docente, svolge buona parte del lavoro fuori dall’ufficio, studiando e scrivendo a casa propria. C’è da aggiungere però che il Csm autorizza circa 2 mila incarichi extragiudiziari l’anno (dal novembre 2007 al maggio 2008 ne hanno beneficiato 1044 magistrati, per un totale di 11 mila ore di lavoro svolte fuori dalle aule giudiziarie, come ha calcolato Lagattolla sul Giornale). E c’è da aggiungere altresì che la produttività del lavoro giudiziario (come documenta un saggio di Stefano Livadiotti) crolla di anno in anno: i fascicoli chiusi «pro capite» dai giudici italiani sono passati da 654 nel 2001 a 533 nel 2006. In ogni modo, per i rinvii causati dall’assenza del giudice titolare dell’udienza la maglia nera spetta al Sud, dove i rinvii arrivano al 29,1%; viceversa nel Nord Ovest la percentuale è del 3,8% (Eurispes 2008). Quanto agli organici, in Italia disponiamo di 11 giudici ogni 100 mila abitanti, contro gli 11,9 della Francia e i 10,1 della Spagna (CittadinanzAttiva 2009). Più o meno nella media; i verbi difettivi colpiscono cancellieri e impiegati, perché nel 2003 ce n’erano 45 mila, nel 2009 sono diventati 42 mila, e hanno tutti intorno ai cinquant’anni. Infine lo stipendio medio dei giudici italiani è più basso dei loro colleghi europei a inizio carriera, più alto alla fine della corsa: rispettivamente 37.454 euro, contro 35.777 dei francesi, 38.829 dei tedeschi, 45.230 degli spagnoli; e 122.278 euro, contro 105.317 dei francesi, 86.478 dei tedeschi, 115.498 degli spagnoli (Cepej 2008).

Quanti sono gli avvocati?
236 mila, con la conseguenza che Roma conta più avvocati dell’intera Francia. E poi su Roma marcia l’esercito dei cassazionisti, che in tutta Italia sono 37.902 (dato 2006), mentre in Francia non raggiungono il migliaio. Più in particolare, la Spagna dà lavoro a 155 mila avvocati, il Regno Unito a 140 mila, la Germania a 147 mila, la Francia a 48 mila, la Svezia soltanto a 4503 avvocati (Eurostat 2008). Che in Italia il loro abnorme numero sia causa o effetto della gran mole di processi che ci portiamo sul groppone, lasciamolo al giudizio dei lettori. Ma non c’è dubbio che la lobby degli avvocati sia ben presente in Parlamento. Nel 2001 soltanto Forza Italia ne fece eleggere 44; alle elezioni del 2008 la categoria è arrivata in vetta nella graduatoria delle professioni (sono il 14% alla Camera e il 14,3 % al Senato).

Troppo garantismo?
Intanto, troppi uffici giudiziari; sicché per esempio i giudici di pace sono sparsi in 846 sedi. Stando al rapporto Cepej, l’Italia dispone di 1292 tribunali, più che in Inghilterra (595), Spagna (703), Francia (773) e Germania (1136). Mentre il rapporto di CittadinanzAttiva osserva che il 56% degli uffici giudiziari hanno non più di 20 magistrati, e una sessantina si trovano in posti dove c’è già un tribunale. Per tagliare la testa al toro potremmo imitare gli Usa, dove le 13.500 Lower Courts gestiscono 90 milioni di casi l’anno, senza giudici professionali (spesso neppure diplomati), senza avvocati, senza un verbale delle udienze. Trattano i reati minori e le piccole cause civili, e se la sbrigano in pochi minuti. Da un eccesso all’altro.

Abbiamo troppe leggi?
È il fardello più pesante che ci portiamo addosso, dal momento che il troppo diritto rovescia i torti e le ragioni, alimenta il contenzioso, e in conclusione intasa i tribunali. Abbiamo in circolo 50 mila leggi, ma il ministro Calderoli sta per ridurle a 11 mila. Ottimo risultato, purché in futuro i nostri governanti smettano d’usare la penna d’oca del burocrate, che rende ogni legge incomprensibile ai comuni mortali. Purché una buona volta chiudano il rubinetto del diritto, dato che dal maggio 1948 all’aprile 2009 il Parlamento ha licenziato 15.627 leggi (Sole 24 Ore, 27 aprile 2009). E purché infine lascino alle riforme il tempo d’assestarsi, senza scalzarle in un minuto attraverso l’ennesima riforma della legge di riforma. Due soli esempi: dopo la legge n. 69 del 2009 che ha sfoltito i riti civili, quest’ultima disciplina si affianca a quella del 2006, e intanto perdura il trascinamento delle vecchie norme procedurali antecedenti al 2006. Mentre la depenalizzazione del rifiuto di sottoporsi ai test su droga e alcol per chi guida, scattata ad agosto 2007, è stata abolita dopo 9 mesi, nel maggio 2008.

da lastampa.it




permalink | inviato da blackstar il 12/12/2009 alle 21:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
28 marzo 2008
coming back

And the days they linger on, yeah
Every night I'm waiting for
The real possibility that I may need to end my pain
Sometimes you're there and you're talking back to me
Come the morning I could swear you're next to me
And it's ok It's ok, it's ok

I'll be here
Come back, come back



010408 il ritorno di blackstar !




permalink | inviato da blackstar il 28/3/2008 alle 10:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 ottobre 2006
spunta la luna dal monte, indimenticabile

Andrea Parodi, l'ex voce dei Tazenda, è morto all'alba a Cagliari. Parodi, che si era separato dai Tazenda da tempo, aveva scoperto circa un anno fa di avere un tumore e della sua malattia aveva parlato in più interviste e durante i suoi concerti. Premiato dai critici a Sanremo nel 1991 per il brano "Spunta la luna dal monte", era in coma da alcuni giorni ed è spirato poco prima delle 6.

L'artista era stato premiato nel 1991 dai critici a Sanremo per il brano Spunta la luna dal monte, presentato con i Tazenda e Pierangelo Bertoli.

Il 22 settembre Parodi era salito l'ultima volta sul palco all'Anfiteatro romano di Cagliari per un concerto-omaggio alla carriera dell'artista sardo-ligure considerato una delle figure centrali della scena sarda e nazionale. Insieme con i Tazenda, l'inconfondibile voce di Andrea Parodi aveva intonato "Desvelos", un brano breve e inteso fatto proprio per esaltare le sue doti canore. Poi una serie di classici: da "Carrasecare" a "Sa Festa", da "A sa zente" a "Non potho riposare", da "Disimparados" a "Pitzinnos in sa guerra" (nato da una collaborazione con Fabrizio De Andre'). Il finale, tra lunghi applausi, era stato dedicato a "Nanneddu meu" e ad una suggestiva versione vocale del "Deu te salvet Maria", l'Ave Maria in sardo.




permalink | inviato da il 17/10/2006 alle 12:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
5 ottobre 2006
ciao TAV

E' allarme Tav in Piemonte, ma questa volta a lanciarlo sono i sostenitori della stessa alta velocità. "Non possiamo certo dire di aver assistito a un attivismo sfrenato per sbloccare lo stallo della Torino-Lione - ha detto il presidetne della Regione, Mercedes Bresso - I potenziali percorsi alternativi aumentano. Noi parliamo, i concorrenti si moltiplicano e si mobilitano. Adesso è scesa in campo la Svizzera".

Il progetto alternativo è quello delle ferrovie elvetiche e adesso toccherà all'Italia convncere i francesi che il loro non è meglio del nostro. Il disegno svizzero prevede il collegamento ad alta velocità tra la galleria del Leutschberg, Ginevra e Lione. Dal tunnel si va a nord dove la linea intercetterebbe la Parigi-Strasburgo-Vienna-Budapest. La progettazione è in fase avanzata e per renderla operativa manca solo l'intesa con la Francia.

"C'è il rischio concreto che il Piemonte venga tagliato fuori - ha ribadito le sue preoccupazioni Bresso - e che ci sia il blocco delle merci italiane visto che si dovrà per forza passare dal Sempione, un tunnel che i nostri carri merci non potrebbero percorrere".




permalink | inviato da il 5/10/2006 alle 14:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
4 ottobre 2006
i perseguitati

mai una squadra portò così male lo scudetto in europa...per forza, non se lo è guadagnato e meritato sul campo, quindi, non se lo sente suo....



permalink | inviato da il 4/10/2006 alle 14:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
4 ottobre 2006
ma basta, questi sono sempre vittime.....ma di chi???
Moratti "Siamo diventati bersaglio di uno sistema mediatico".



permalink | inviato da il 4/10/2006 alle 14:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
2 ottobre 2006
vi consiglio
You sit there in your heartache
Waiting on some beautiful boy to
To save you from your old ways
You play forgiveness
Watch it now
Here he comes

He doesnt look a thing like Jesus
But he talks like a gentleman
Like you imagined
When you were young

Can we climb this mountain
I dont know
Higher now than ever before
I know we can make it if we take it slow
Let's take it easy
Easy now
Watch it go

We're burning down the highway skyline
On the back of a hurricane
That started turning
When you were young
When you were young

And sometimes you close your eyes
And see the place where you used to live
When you were young

They say the devil's water
It ain't so sweet
You dont have to drink right now
But you can dip your feet
Every once in a little while

You sit there in your heartache
Waiting on some beautiful boy to
To save you from your old ways
You play forgiveness
Watch it now
Here he comes

He doesnt look a thing like Jesus
But he talks like a gentleman
Like you imagined
When you were young
(talks like a gentleman)
(like you imagined)
When you were young

I said he doesnt look a thing like Jesus
He doesnt look a thing like Jesus
But more than you'll ever know

killers, when you were young



permalink | inviato da il 2/10/2006 alle 11:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
28 settembre 2006
PRO.. PRO... PRODI....
Una leadership è cosa molto diversa da un clan. Romano Prodi esprime una leadership troppo debole perché rappresenta, organizza, promuove e coordina un clan troppo forte. Il clan gli è stato utile per essere scelto come icona del centrosinistra, per diventare due volte presidente del Consiglio, per costruirsi una figura pubblica europea che cancellasse quella precedente, il capoazienda dell'Iri e il ministro democristiano di uno dei tanti governi Andreotti.

La tribù clanica di corregionali, professori, esperti in fabbriche di programmi, più burocrati, istituti di ricerca, businessmen, banchieri italiani e internazionali, uomini di chiesa e di sagrestia, una first lady di temperamento e una nutrita pattuglia di fratelli eminenti, figli, nipoti, più la famiglia Andreatta, suo venerato maestro, è stata sul piano dello stile di governo e della sostanza politica l'incubatrice del funesto "caso Rovati".



Prodi è troppo debole per fare a meno dei partiti, troppo forte clanicamente per essere sopportato dai partiti, dagli apparati, dai gruppi parlamentari della sua maggioranza e da quella parte dell'establishment industriale e finanziario che può accettare la mediazione politica, ma non il dominio clanico, esemplificato in quel piano per la Telecom rinazionalizzata comunicato riservatamente a Marco Tronchetti Provera dal maggior collaboratore del professore su carta intestata di Palazzo Chigi.

Lo stesso ragionamento vale per la politica estera, con la doppietta dell'appello contro l'embargo della vendita di armi alla Cina, un disperato e finale tentativo di dare sostanza a una visita di stato priva di risultati salienti, e l'incontro disinvolto con Mahmoud Ahmadinejad, il presidente iraniano verso il quale i passi negoziali europei e americani sono meno frettolosi di quanto il capo del governo italiano ami immaginare.

Anche in quest'ultimo caso, che sbocca in una forzatura della stessa spavalda impostazione della Farnesina e del ministro degli Esteri Massimo D'Alema, è la logica clanica a decidere. Già dai tempi dell'Iri, poi come capo della Commissione di Bruxelles, Prodi ha costruito la sua personale rete iraniana, al centro della quale sta il negoziatore capo di Teheran, quell'Ali Larijani che è il volto diplomatico della repubblica dei mullah.

Prodi è capace nella gestione dei dossier di governo anche in virtù della sua rete, il che non è poco. Lo dimostrò all'epoca in cui l'Italia fu condotta per mano, un po' da lui un po' dall'Europa banchiera della Goldman Sachs, a un ingresso nella zona euro che era funzionale in eguale misura ai nostri interessi nazionali e agli interessi dell'eurocrazia, di cui Prodi si fece per due anni commissario tecnico e ambasciatore politico in Italia.

Compiuta quella missione, lo slancio di leadership del Professore si spense come una lampadina fulminata, e sul terreno della manovra politico-parlamentare tipica dei nostri governi di coalizione fondati sul ruolo dei partiti per lui e per il suo clan calò subito un buio fitto, fino alla caduta.
Risalire dal potere personale al potere di rappresentanza politica non è il suo sport, e paradossalmente questo elemento lo distingue dal populismo democratico di Silvio Berlusconi, che è sempre stato ancorato, perfino all'eccesso, nella rappresentanza politica popolare, fallendo sistematicamente nella conquista delle élite italiane ed europee.

Berlusconi ha subito interviste micidiali come quella a Mario Monti della "Repubblica", che ha censurato mercoledì 20 il governo dirigista di Prodi e ha lodato retrospettivamente il comportamento neutrale del governo precedente nel caso Fiat, e ha dovuto sopportare intemerate formidabili del Financial Times e dell'Economist, che ora si lamentano del suo successore, ma dove a lui poteva succedere di sostenere la stabilità o la durata del suo governo con una scrollata di spalle, dall'alto della legittimazione elettorale e dei voti parlamentari, per Prodi è esiziale la sfiducia serpeggiante nei mercati.

Ci sono gaffe e gaffe: quelle del Cavaliere facevano spettacolo e coalizzavano il palazzo politico d'Europa contro di lui nel segno del conflitto di interessi e della lotta al populismo impolitico, ma quelle di Prodi, che pubblica i verbali riservati dei suoi incontri con un imprenditore di assoluto rilievo, con tutti i dettagli e a mercati aperti, non sono colpi di scena, sono violazioni opache delle regole del gioco nel cuore del mercato finanziario e dello spazio di autonomia del mondo imprenditoriale.
Prodi è cocciuto, sospettoso, minaccioso, qualche volta arrogante, ma si rivela fragile ed esposto a ogni vento, e finisce in pochi mesi da imputato riluttante in Parlamento, dove sarà impiccato al piano Rovati dall'opposizione e difeso in modo contrattato e sornione da una maggioranza che per diversi motivi ha cominciato a diffidare molto presto del suo nuovo stile.

La verità è che i clan non si sbaraccano facilmente, ci vuol altro che non la leale disponibilità alle dimissioni dello pseudotesoriere, il simpatico Angelone Rovati, e le leadership non si inventano. L'unico spazio di Prodi sarebbe fare politica, guadagnarsi il dialogo con l'opposizione, puntare a un allargamento serio e a una ricomposizione della maggioranza, ma da quell'orecchio non ci sente. È per adesso debole d'udito politico. G. Ferrara, 22/9/06, panorama



permalink | inviato da il 28/9/2006 alle 12:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
28 settembre 2006
applausi x ibra, mancio e tutti quanti!!
Le ultime tre apparizioni [sconfitte] dell'inter in champions, ovviamente determinate dalla sfortuna e dall'arbitro.
Grande Mancio Una domanda sulle decisioni arbitrali:  "Preferisco non commentarle, altrimenti c'è sempre qualcuno che dice che cerco delle scuse quando perdiamo" Come dargli torto?
Bello anche il siparietto di Sinisa che esce in maniera davvero di classe...
Per fortuna lo scorso anno è arrivato lo scudetto....?!
Zlatan Ibrahimovic
 
 



permalink | inviato da il 28/9/2006 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 settembre 2006
GAZZETTA BLACKSTAR

edizione straordinaria

 

Il Monday Night  ha registrato un evento eccezionle. Non sto parlando della pioggia a catinelle che ha reso il campo uno splendido parterre inglese, ma della prestazione del BlackstarTeam.

Dunque, una vittoria limpida, con 3 gol di scarto e, soprattutto, mai in discussione: i nostri sempre avanti per tutti gli 80 minuti della partita (60+solito recupero lungo).

Andiamo a vedere i protagonisti:

DANILO, voto 7 : potrebbe essere 7,5 ma c’è un incredibile rete mangiata in un momento difficile. comunque, quando è lì dietro, domina e gestisce la palla. lo vogliamo sempre così.

CLAUDIO, 7+ dunque, è alla terza partita che, fresco di contratto con lo sponsor, esibisce le nuove scarpette (o scarpini) coi quali si vede che unisce alla solita resistenza atletica, anche dei tocchi +raffinati. Lo vogliamo sempre in crescita

MAX voto 7: si vede che la preparazione atletica sta dando buonissimi frutti, perchè sventa minacce e combatte da gladiator come piace a lui. e a noi.

WILLI voto 7,5 beh, concretizza il 90% dei palloni segnando quasi tutto il segnato...ottimo acquisto, BlackstarTeam gli ha dato subito fiducia, vedendoci giusto.

BLACKSTAR 6,5 , ma sì, ha lottato e ha anche fatto un gol rapinoso. in porta ha fatto 3 parate decisive. comunque può dare ancora di più




permalink | inviato da il 26/9/2006 alle 9:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
sfoglia
marzo       

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 94485 volte

Been thinking about you,
and there's no rest
All the things you got
All the things you need
Who bought you cigarettes
and bribed the company
To come and see you, honey
I've been thinking about you.
 [per S.]

 

 

Anteprima immagine









 
 
"Ma andate a vedere cos'è un ciclista e quanti uomini vanno in mezzo alla torrida tristezza per cercare di ritornare con quei sogni di uomo che si infrangono con le droghe: ma dopo la mia vita di sportivo. E se un po' di umanità farà capire e chiedere cosa ci fa sperare e che con uno sbaglio vero si capisce e si batte, perché si sta dando il cuore."[Marco Pantani]
 
 
Iscriviti anche tu!